Valutazione

Le Donne Lupo:

Hildegard, Julia, Luisa, Carla, Rossana

e le altre della differenza di genere

“Certe sere, ai limiti del bosco, lei incontra una lupa, le fa un segno di saluto, e le dice quant’è fortunata a essere bestia. Chè le lupe non sono cattive. C’è gente che dice che sono feroci. Bugia. Certo, come tutti del resto, le lupe hanno il lato buono e quello malizioso. Bisogna saperle prendere per il verso giusto: allora il selvatico che portano addosso spallidisce, il brusco si fa zucchero. Prèsempio, la lupa che bazzica in questi boschi, se una le parla con calma, sta a ascoltare… Se quella lupa capisce la lingua umana? Eccerto. Le bestie selvatiche hanno un comprendonio fino, in grado di fiutare i giorni a venire… Se risponde? Essì, con brillio di denti e di occhi, col so verso di significato loquente”. (Pariani,p.130-131)

L’attività di valutazione esprime la coscienza, la conoscenza, la consapevolezza, l’autonomia, l’autorità di chi valuta.

Quest’area di ricerca si interessa di valutazioni e di relazioni attraverso la diversità di genere e nega la <questione> femminile, come genere da tutelare o da valorizzare. Come nega il <rischio> ambientale, l’<emergenza> clandestini, il <pericolo> della malattia e della vecchiaia. Queste descrizioni manifestano pre-giudizi e luoghi comuni, paure e rabbie: non sono la realtà. Se siamo certi di riconoscere nemici, scatta l’automatismo di una difesa.

La Differenza di genere, applicata alla formazione attraverso l’Educazione alla Persona, è una proposta di apprendimento permanente al fine di conoscere e governare se stessi/e, in relazione agli altri e alle altre, inseriti/e in un contesto sociale e lavorativo.

La Differenza di genere coniugata con l’Educazione alla Persona è un modo per abitare il mondo e il mondo del lavoro. E’ un lavoro sulla struttura e sulla funzione. Di cosa parliamo quando parliamo di donne e uomini? Per quale vita sociale, lavorativa ci prepariamo? Per dialogare con chi?

Davanti al dominio e al controllo, al principio di prestazione, alle pratiche standardizzabili, alla ossessione della misurazione, ci pre-occupiamo (ci occupiamo prima) della domanda di senso e, in seguito, delle metodologie, delle tecniche, degli strumenti.

Le donne lupo sono libere dalla idea fissa della libertà. Hanno guadagnato la certezza che le catene seduttive di una generica e velleitaria libertà non liberano.

Queste donne puntano alla creazione di libertà diverse e contestuali: lavorano, cioè, per la coscienza soggettiva nella storia di un uomo e di una donna, più che per rivendicare diritti e conquistare qualcosa e/o qualcuno.

Hanno ispirato il nome:

  • Laura Pariani, La valle delle donne lupo, Einaudi, 2011
  • Helen Humphreys, Cani selvaggi, payground, 2011
  • Clarissa Pinkola  Estés, Donne che corrono coi lupi, Frassinelli,1993
  • Adriana  Zarri, L’eremo non è un guscio di lumaca, Einaudi, 2011
  • Laura Boella, Le imperdonabili, Mimesis, 2013

 

Le donne di mio gusto citate sono:

Hildegard de Bingen, Julia Kristeva, Luisa Muraro, Carla Lonzi, Rossana Rossanda

Per il paziente e puntuale lavoro di editing, ringrazio Enza Chirico.